Maison Escher

Maison Escher Group è una rete di moderni appartamenti distribuiti sui territori di Atrani, Amalfi e Pogerola. Immersa nei profumi, sapori, colori della Divina, la nostra Maison accoglie ogni anno ospiti attenti ai dettagli, appassionati d’arte contemporanea e del mondo greco-romano. Abbiamo trasformato i nostri appartamenti in dispositivi esperienziali a tutto tondo, inserendo al loro interno quadri di artisti locali emergenti, ceramiche della migliore tradizione vietrese, e dando loro dei nomi che rimandassero alla toponomastica mitica di questi territori. Siamo convinti che le memorie collettive e culturali dei luoghi vadano tutelate e eternate ora più che mai. Maison Escher group è sensibilità verso tali memorie, valorizzazione del territorio, culto per l’accoglienza. Vi aspettiamo

Casa Seirenes

νησίδια τρία προκείμενα ἔρημα πετρώδη, καλοῦσι Σειρῆνας

Tre isolotti posti avanti, disabitati e rocciosi che chiamano Seirenes

Strabo, Geogr., 1,2,12

Seirenoussai, quando il golfo si chiamava Cumano, era il nome del promontorio sorrentino, noto anche come Athenaion e corrispondente all’odierna Punta della Campanella; Seirenes erano chiamati i tre isolotti vicini, deserti e sassosi, noti oggi come Li Galli. […] L’attuale Li Galli, richiamando pur’esso direttamente l’immagine della sirena ibrido-alata, costituirebbe il riflesso moderno dell’antico Seirenes. […] E quindi Seirenoussai, il promontorio, rievoca la vita delle Sirene, Seirenes, gli isolotti, il loro destino di pietra.

Federico E., Seirenoussai o Seirenes. Una semplice nuance? Strabone, le Sirene, Li Galli

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Casa Posides

Libertorum praecipue suspexit Posiden spadonem, quem etiam Britannico triumpho inter militares uiros hasta pura donauit

Fra i liberti ammirò particolarmente l’eunuco Posides a cui, dopo il trionfo con i Britanni, fra gli esperti di milizia, donò l’asta pura

Gaius Suetonius Tranquillus, De Vita Caesarum Cl. 28.1.1

L’imperatore Tiberio comprò l’isola (di Capri) dal municipio di Napoli e vi fece edificare dodici ville, nelle quali sistemò, come in una Versailles ante litteram, illustri esponenti del patriziato romano. Sull’onda di Tiberio senatori ed equites costruirono ville marittime lungo le coste del Sinus Neapolitanus (golfo di Napoli) e del Sinus Paestanus (golfo di Salerno). Tra questi il liberto Posides, arricchitosi all’ombra di Claudio, avrebbe realizzato, secondo Matteo Della Corte (1937), la villa di Positano, il cui toponimo sarebbe derivato dal suo onomastico. La villa, di recente riportata in parte alla luce, evidenzia pregevoli affreschi del I secolo d.C. Di fronte, sull’isolotto del Gallo Lungo, vi sono i resti di un piccolo attracco con pilae e archi e di una cisterna.

Giuseppe Gargano

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Casa Escher

[…] The word “Metamorphose” itself serves as a point of departure. […] each bird is transformed into a rhomb, and this gives rise to a second association of ideas: a hexagon made up of three rhombs gives a plastic effect, appearing perspectively as a cube. From cube to house is but one step, and from the houses a town is built up. It’s a typical little town of southern Italy on the Mediterranean, with, as commonly seen on the Amalfi coast, a Saracen tower standing in the water and linked to shore by a bridge. [It is the town of Atrani.]

The lectures that were never given’, in Escher on Escher: Exploring the Infinite, 1989

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Casa Regina

Quella graziosa cala a piccoli balzi incastonata nel verde dei monti costieri, ricchi di selvaggina, attraversata da un gioioso rio, certamente attirò l’attenzione del patrizio romano. Forse un senatore o un console, che navigava sul mare già attraversato da Odisseo ed Enea ed abitato dalle maliose sirene. Forse era diretto da amici nella non lontana villa di Positano o in quella de Li Galli. Forse qualcuno a Roma gli aveva detto di visitare quella costa che dalla etrusca Marcina giungeva sino alla Punta Campanella

Di Vito Pinto

Quella piccola cala era in luogo dove ora sorge Minori, città in cui sorgono i reperti di quella che fu la Villa marittima del patrizio romano. Di lui non si sa il nome, ma a guardare cosa resta della sua dimora “vacanziera” (diremmo oggi) certamente era persona facoltosa, colta e raffinata. Le testimonianze sopravvissute all’usura del tempo testimoniano una particolare eleganza di questa residenza che il proprietario aveva costruito per il suo otium, da abitare quando aveva bisogno di un rifugio lontano dalle ambasce di Roma.

La datazione della sua costruzione è stata fissata al primo secolo dopo Cristo, in quegli anni che vanno dal 30 al 40. Accanto alla costruzione scorreva il fiumicello (Reghinna Minor) che fu opportunamente sfruttato nella progettazione della villa, per la fornitura di acqua corrente sia per le scenografiche fontane che per l’utilizzo e per le terme che il patrizio pensò bene di farsi costruire. L’ingresso della villa era direttamente sul mare.

Di Vito Pinto

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